Era una notte buia e tempestosa Leggere

“Amore” di Elizabeth von Arnim – di Silvia Gattinoni

"Amore" di Elizabeth von Arnim

Ho comprato questo libro attratta dalla foto di copertina, un cappello rosso da donna che nascondeva la maggior parte di un viso - adoro i cappelli, adoro il rosso, in pratica irresistibile. Poi il titolo, semplice, quasi sfacciato, la parola “Amore”. Come può esistere un romanzo con un titolo così? Come fa a farsi notare, come fa a non essere un libro pieno di clichè ovvio e sdolcinato? Leggo il retro di copertina, una storia tra una donna matura e un ragazzo molto più giovane... qualcosa mi spinge a non rimetterlo sullo scaffale... ok, lo compro. Stranamente lo inizio appena appena tornata a casa, il pavimento da pulire mi guarda ma può aspettare. Inizia bene, la giusta dose di ironia, che in una scrittrice, a patto che sia un'ironia brillante, mi fa sempre impazzire. L'ho letto senza fretta ma con costanza. Quasi quasi con un cappellino in testa e un tè in una tazza dorata davanti. C'è il giusto, non troppo e non troppo poco. L'entusiasmo meravigliosamente esagerato del giovane Christopher, che non ha mezze misure, la delicatezza, la passione, la paura che diventa terrore di invecchiare della protagonista. Chris, capelli rosso fiamma, motocicletta, energia, passione smodata per la vita. Catherine, abituata ad impersonare fino in fondo le aspettative degli altri, descritta come una colombella fine e modesta, tutta garbo e doveri. Gli altri protagonisti chi sono? naturalmente i pregiudizi, la lente con cui si giudicano le relazioni tra persone di diverse età, anche se con pesi un tantino diversi, specie allora (dopo tutto è stato scritto negli anni 20), ma anche ora non è poi così diverso. L'ho trovato incredibilmente attuale, l'unica pecca che potrei scovare (ma è sempre credo dovuta all'anno in cui è stato scritto) è che si parla di una donna di 47 come se ne avesse 70... In definitiva è molto promosso, mi piace lo stile, mi piace l'ironia, mi piace l'esagerazione e la modestia, esaltata e abbandonata, che cela con determinazione ma non riesce a sopprimere l'istinto.

"Amore" di Elizabeth von Arnim

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