Era una notte buia e tempestosa Guardare

Cabin Fever (2002)- special edition, a cura del Sergente Malatesta

Cabin Fever

Il film del 2002 è diretto da Eli Roth. C’e una mescolanza di orrore epidermico e orrore d’atmosfera in questo horror. Il primo scorre sulla pelle dei protagonisti, un gruppo di cinque amici Jeff, Mercy, Paul, Karen e Bert, mentre cade al suolo dalle loro labbra divaricate dal male che li ha uccisi. Il secondo è sostenuto dalla loro ignoranza riguardo la causa della febbre che li divora. Jeff origina una catena di errori grossolani: il suo è un personaggio caratteristico del genere, lo si riconosce dall’elevato grado di imbecillità. Questo personaggio caratteristico commette degli errori importanti, funzionali all’evolversi della vicenda. In Cabin Feever la stupidità degli uomini si eleva a motore della storia. Non è solo l’imbecilità di Jeff, ma è la stupidità di tutti che favorisce il diffondersi del virus letale.

La minaccia proviene dal sottosuolo in un ambiente in cui i protagonisti muoiono uno dopo l’altro senza riconoscere una misura possibile per evitare che l’orrore abbia un seguito e, quando ormai e troppo tardi non resta loro che attendere o fuggire, rassegnarsi o disperare. Jeff, Marcy, Paul, Karen e Bert verranno a contatto con il virus senza saperlo: accade quasi che ne vengano infettati indirettamente, e il film regge su questo meccanismo la propria suspense. Ogni acquisizione di conoscenza riguardo quel che di terribile sta capitando a qualcun’altro, è pagata nella solitudine della fine di ognuno.

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